Libertà!


Sono stato piuttosto assente per tutto giugno. Questo perché avevo gli esami di maturità, e tutti sanno quale gran rottura sono - stanchezza e stanchezza, ci rimetti la vista, ti cadono i capelli, ti spuntano brufoli da stress... vabe', non esageriamo -, e quanto impegno prendono.
Tra la fine della scuola e l'inizio degli esami c'è stato un periodo di relax, diciamo. Ho scritto un racconto e letto Il profeta di Gibran.
Ma... È stato un periodo intensissimo di studio. Mi dà soddisfazione la recensione di Black Clouds & Silver Linings, ferma lì da un mese, che riceve giorno dopo giorno commenti e opinioni differenti.
Fatto sta che ora sono ufficialmente un uomo libero! Fino a ottobre, almeno. Ma anche dopo ottobre, posso reputarmi ancora libero di fare quello che voglio, visto che la scuola, fino a diciotto anni, è niente più che una specie di asilo nido per bimbi cresciuti. La scuola che dovrebbe insegnare la cultura ed educare al comportamento, un'istituzione-barzelletta piena di contraddizioni. E la maturità? A che serve? Dimentichi tutto poco dopo. E ti aiuta nello studio? Non credo, visto che all'esame può capitare che ti facciano domande su cose che non puoi in alcun modo sapere, visto che i libri di testo riportano solo superficialmente argomenti molto vasti, e l'unico modo per prepararsi alla perfezione sarebbe studiare tutti i testi originali (i testi greci, latini, italiani, inglesi, filosofici, storici). E, oltretutto, lo studio fatto risulta inutile se la facoltà che si prenderà in futuro avrà tutt'altro indirizzo. Un bello spreco di tempo ed energie.
Orsù non ci pensiamo. Il mio esame è andato bene, e ancora non mi capacito dell'idea di non aver alcun obbligo, quando mi sveglio... Di non dover studiare nulla, o preoccuparmi per qualcosa. Se non di fare quello che voglio durante la giornata, senza programmarla, accettando le cose così come vengono.
Questo significa: vita mondana alla grande (cazzeggio, feste, bevute, cene con amici), ozio (leggere, scrivere, suonare, poltrire e leggere ancora), e attività fisica (palestra, nuoto, corsa).

E soprattutto... D'ora in poi posso dar vita a qualcosa di grande, e non parlo di racconti lunghi, ma di romanzi. E non parlo di romanzi alla Strazzu o alla Ghirardi. Chi ha letto i miei ultimi racconti, riconosce l'impegno che metto in tutti e l'evoluzione di ognuno, capirà che per me un racconto deve essere decente nel vero senso dela parola, per essere pubblicato. E ne sa qualcosa il Duca, che nonostante i suoi gusti particolari (oplologia, ottocento, governi monarchici, sesso, stranezze bizarro e weird, ancora sesso...) mi dà opinioni oggettivissime riguardo ai racconti che gli invio. E non appena mi dice che un racconto non lo convince, lo cestino (o meglio, metto da parte e non tocco più) senza tante storie: non lo pubblico se non è decente. E per decente - il Duca e Gamberetta possono dirvelo - non si intende la comune immondizia pubblicata, e, solo perché data alle stampe, valutata come "capolavoro".
Il mio impegno nello scivere non potrà mai decadere, e io sono sempre affamato di consigli utili per migliorare, soprattutto quelli contestualizzati, di chi se ne intende, motivando il suo parere, come il mitico Angra, di cui mi fido ciecamente.

Si chiude una porta e si apre un portone. Addio scuola. Benvenuta vita.

Diritti

È assolutamente vietato copiare, modificare e distribuire i contenuti di questo blog. È concesso citare, senza modifiche, e attribuendo la proprietà al legittimo autore.

Informazioni personali

Le mie foto
Federico Russo "Taotor"
Visualizza il mio profilo completo

Archivio blog