Libertà di parola e sincerità


Se qualcuno di voi ha visto un qualsiasi film sullo sterminio degli ebrei, odierà certamente non solo i nazisti, ma tutti i tedeschi.
E se si venisse a sapere che l'Olocausto è una montatura?
Le reazioni sarebbero queste:

October 16, 1992: David Irving, a British historian specializing in World War II, is speaking at Mount Hood Community College near Portland, Oregon. Irving is an advocate of Holocaust revisionism, a controversial movement that disputes the historical accuracy of the widely held version of what happened to European Jews at the hands of the Germans during Hitler's Third Reich.

Police dressed in riot gear line the road that leads to the windowless building where Irving is scheduled to talk. The police have been summoned to protect people who wish to attend Irving's speech from an angry mob harassing everyone who tries to enter the building. An elderly couple slips through the corridor of Plexiglass shields held by police and reaches the front doors. From the mob, a young man yells, "We know where you live!"

Shaken, the couple approaches a police officer stationed in the lobby. "They said they know where we live," the man says in a quavering voice. The cop answers coolly, "I'm sorry, sir, but there's nothing we can do about that," leaving the couple to wonder if a late-night fire bombing is the price they will pay for attending a history lecture.

Tratto da "http://www.biblebelievers.org.au/holohoax.htm"

Questo perché:
In alcuni paesi - Austria, Francia, Germania e Belgio - è reato la negazione dell'Olocausto, mentre in altri - Israele, Portogallo e Spagna - viene punita la negazione di qualsiasi genocidio. Norme antinegazioniste sono state introdotte anche nella legislazione dei seguenti Stati: Nuova Zelanda, Svezia, Australia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Lituania, Polonia e Romania[6]. In genere è prevista come pena la reclusione, che in alcuni Paesi può arrivare fino a dieci anni[7]. Nel 2007 le Nazioni Unite hanno approvato una risoluzione degli Stati Uniti che "condanna senza riserve qualsiasi diniego dell' Olocausto e sollecita tutti i membri a respingerlo, che sia parziale o totale, e a respingere iniziative in senso contrario"[8]. I negazionisti considerano tali leggi come un mezzo di limitare la libertà di parola, e propugnano l'idea per la quale esista un enorme complotto per il quale gli storici siano succubi del "credo olocaustico", difeso in molti paesi con la forza della legge, eterodiretta dai poteri ebraici o comunque filosemiti[9].

Ma non corriamo. Prima di tutto, cos'è il Revisionimo (o Negazionismo)?
Affermare che si tratta della negazione dell'Olocausto, quindi affermare che i negazionisti sostengono che non sia mai esistito, è a mio avviso sbagliato e riduttivo. I negazionisti negano numerosissimi aspetti del presunto piano nazista di sterminio. Prima di tutto, sostengono che non vi sono documenti che presentino un piano di sterminio degli ebrei, ma solo di deportazione (interpretando male, dunque, le parole "Soluzione finale", l'unico indizio trovato nei documenti ufficiali che farebbe pensare al genocidio).
I revisionisti soprattutto sostengono che:
  • non sia mai esistita la volontà da parte dei nazisti di sterminare gli ebrei, ma di rinchiuderli in campi di concentramento[13];
  • non siano mai esistite camere a gas per uccidere gli ebrei;
  • il numero degli ebrei morti durante la Seconda Guerra Mondiale sia inferiore a quanto si ritiene[14];
  • che la narrazione della Shoah sia un utile artificio pensato per giustificare la costituzione dello Stato di Israele nel dopoguerra, e giustificare i crimini commessi dagli eserciti e governi Alleati durante la seconda guerra mondiale.

Perché interessarsi a certe tesi assurde?
Una volta un mio amico mi disse, convinto, che non morirono 6 milioni di ebrei nell'Olocausto, e che la cosa intera fosse una montatura. Ero divertito dalla cosa, non gli credevo. Così cercai informazioni su Internet, perché ritenevo interessante sentire l'altra campana. È inutile avere pregiudizi e rifiutarsi addirittura di voler conoscere un'opinione. In più, l'idea in sé era divertente. Divertente in quanto incredibile, un po' come quando si sente "Gesù era donna", o "Gesù era nero", o "Cloniamo Gesù!"
Non sono state le informazioni sull'inganno a stupirmi. No: effettivamente, la propaganda a favore filosemita è stata portata agli estremi oltre ogni immaginazione.
Come avete potuto leggere all'inizio, in molti paesi non viene tollerata qualsiasi opinione che si opponga alla "credenza" comune. Si viene addirittura arrestati o peggio.
una risoluzione degli Stati Uniti che "condanna senza riserve qualsiasi diniego dell' Olocausto e sollecita tutti i membri a respingerlo, che sia parziale o totale, e a respingere iniziative in senso contrario"
Non so come la chiamate voi, ma a me sembra chiaramente censura bella e buona.
C'è bisogno di un chiarimento: io nutro forti dubbi sul Negazionismo, così come ne nutro sulle cronache ufficialmente riconosciute. Non sostengo né una fazione né l'altra, non perché non voglio schierarmi, ma perché credo che sia difficile farlo, e si è privi dei mezzi necessari (leggasi: fonti certe, testimoni ancora vivi e testimoni non plagiati). La mia, sappiatelo, è una posizione del tutto neutra.
Ciò che mi preme farvi notare è: se la legge è laica e amorale, com'è possibile che, prima di tutto, istuitisca leggi così severe, e poi dia tanta importanza a un evento che di per sé è più ideologico che altro?
Se mi pongo come cittadino laico (e materialista, come la legge vuole) mi dico: della gente è morta, non si sa quanta, per mano dei nazisti. Bene, io sono ancora qui, non ho parenti coinvolti nella cosa, i miei affari non sono stati danneggiati, né io ho ricevuto danno dalla cosa. A me non me ne frega una mazza. Per questo motivo, posso dire quello che mi pare riguardo a qualsiasi cosa: c'è libertà di parola.
A questo la legge risponde con la censura e la galera! Eppure, ciò che vogliono i revisionisti non è altro che una revisione dei documenti, un'analisi critica e oggettiva dei fatti (cosa che viene negata per non si sa quale motivo se non "perché sì e basta, sta' zitto, filonazista bastardo senza cuore!")
Ora mi dico io, lo sterminio degli ebrei coinvolge - sentimento di umanità a parte - solo la fetta giudaica della popolazione mondiale, ovvero lo 0,22% (15 milioni di persone), che avrebbero il diritto di reclamare giustizia. Il fatto che l'Olocausto (poniamo, quello "ufficiale") sia stato un grande omicidio non lo rende più importante di un qualsiasi altro omicidio. Siamo tutti uguali, non ci sono razze più importanti, e la morte di un ebreo è terribile come quella di un musulmano, di un cristiano, o di un ateo.
I cristiani rappresentano il 33% della popolazione mondiale.
Ora, se a chi vuole revisionare i documenti che riguardano lo sterminio degli ebrei lo metti in galera per tre anni (accontentando lo 0,22% della popolazione mondiale), cosa fai a chi, invece, bestemmia Dio, i santi, infanga la religione, deride i credenti e (come fanno tutt'oggi gli islamici estremisti) li giustizia in nome del proprio dio? Be', come minimo gli dài la sedia elettrica (ironizzo).





Religioni nel mondo



Percentuale di fedeli di diverse religioni sul territorio mondiale (clicca per ingrandire)

L'inganno dimostrato
Tutte le informazioni, contestualizzate e con le relative fonti, potete trovarle a questo sito. È una pagina molto lunga, ma molto interessante e piena di informazioni. E in inglese.
Segue ora una mia traduzione. Se non risulterà fedelissima, sappiate che il concetto espresso è immutato.

Sebbene sei milioni di ebrei presumibilmente morirono nelle camere a gas, a nessun corpo è mai stata effettuata un'autopsia e e rivelata una morte per avvelenamento di gas. Ci sono state mostrate pile di corpi dalla Seconda guerra mondiale, ma molte di queste persone sono morte di tifo o di fame o per bombardamenti degli alleati e gran parte di questi erano tedeschi assassinati, non ebrei. In parole povere si sarebbero affollati l'equivalente di dieci campi di calcio pieni di corpi di deceduti per gas per presentare una prova, ma ancora nessun corpo è mai stato scoperto. (...)

Se anche lanciassimo via tutte le prove e contassimo ogni cosiddetta camera a gas, avrebbero dovuto impiegare 68 ANNI per riuscire a uccidere con il gas sei milioni di ebrei!


Anche il Diario di Anna Frank è un inganno. Porzioni di diario vennero scritte con una penna a sfera. Queste penne non erano in uso al tempo in cui Anna Frank viveva.


Non si nega che i campi di concentramento non esistessero. Tragicamente, molti morirono di tifo o di fame, come spesso accade in tali situazioni. Non c'è, comunque, nessuna prova che fosse venuto in mente alcun gas letale per le ragioni del genocidio.

La semplice aritmetica ci dice che i tedeschi avrebbero dovuto avere centinaia di campi, o altro, per sterminare 137 persone A ORA, per sterminare sei milioni di ebrei in certi piccoli campi come Auschwitz, una prodezza che sarebbe stata umanamente impossibile considerando che, secondo “Behind the Scene” e “The Controversy of Zion” di Douglas Reed, solo 850,000 soldati e altri vennero uccisi dalle macchine da guerra tedesche e giapponesi insieme, durante la Seconda guerra mondiale (vedasi p.397-400 del libro di Douglas Reed “Controversy of Zion”).

Il 13 giugno 1994, un documentario sulla vita di Charles. A. Lindbergh mandato in onda sulla Publci Broadcast System (PBS – KENW-TV) diceva che Lindbergh visitò uno di questi campi in Germania in seguito alla Seconda guerra mondiale, gli fu detto che 25,000 morirono in un anno e mezzo. Di nuovo, la semplice aritmetica ci dice che 25,000 volte una mezza dozzina di campi non è uguale a 6,000,000. Infatti, non è nemmeno uguale a 600,000...

È un fatto interessante che il numero dei cosiddetti ebrei perseguitati CONTINUA A CRESCERE. Hal Greenwald, direttore del programma per la Hillel Foundation alla Duke University, un gruppo studentesco ebreo, ha promosso l'idea che NOVE MILIONI DI EBREI FURONO STERMINATI NELLE CAMERE A GAS DI HITLER (New York Times, 9 novembre , 1991, AP). ORA SONO 9 MILIONI E CONTINUA A CRESCERE... (…) (The Bible Caused Economic and Financial Slavery in the New World Order by Lee Cheney).


Altre informazioni, secondo Christian Responsibility to Truth di Herman Otten:

Herman Otten è un pastore luterano e curatore-editore del settimanale Christian News di New Haven, Missouri. Questa cronaca è estratta dal suo discorso alla Nona Conferenza IHR. Il testo completo è stato pubblicato nel Fall 1989 Journal)


Molte delle cosiddette “prove” presentate dagli “sterminionisti” durante gli anni sono già state accuratamente screditate. Per esempio, le ben note orribili fotografie di pile di corpi, presi nei campi della Germania occidentale alla fine della guerra, sono ora riconosciute come foto di vittime di malattie e malnutrizione che perirono come vittime indirette della guerra, negli ultimi mesi e settimane del conflitto. Ancora, le cosiddette “confessioni” – come quelle del comandante di Auschwitz Rudolf Hoss – sono state dimostrate non fedeli e estratte con la tortura. Molti dei rapporti ufficiali e dei testimoni presenti come “prova” dall'accusa nei processi di Norimberga da allora hanno dimostrato essere menzogne.


L'allegra "vita nei campi"




Celebrazione della Hannakkak al Campo Westerbork 'Konzentrationslager', in Olanda



Bambini nel campo Belsen 'Konzentrationslager', 1945 dal documentario BBC "In the Camps"



Celebrazione di un matrimonio ebraico al campo Westerbork 'Konzentrationslager', Olanda.

E ora il più bello di tutti:



Detenuti giudei che giocano a calcio al campo Theresienstadt 'Konzentrationslager'. Israele Ultrà, yahoo!


Il sito da cui attingo le citazioni riporta numerosissime altre informazioni, che per vari motivi non posso riportare qui (il materiale è troppo, impiegherei troppo tempo a tradurlo tutto; alcuni fatti già esposti vengono ripresi e approfonditi, altri vengono analizzati secondo diversi punti di vista; altri invece semplicemente riguardano questioni che non sto trattando, come la politica e gli interessi economici; altri ancora mi sembrano se non ridicoli quantomeno poco credibili, come i complotti giudaici, una credenza stupida e inventata, assurda quasi quanto i Protocolli dei Sette Savi di Sion. - Sì, noi Giudei malvagi vogliamo conquistare il mondo e per riuscirci facciamo circolare il nostro segretissimo piano malvagio affinché tutti possano conoscerlo!)

Il diario di Anna Frank: una Fan Fiction
Come accennato precedentemente, sembra riconosciuto che il Diario di Anna Frank sia un falso clamoroso. Nelle citazioni precedenti si parla, tra l'altro, dell'aspetto puramente tecnico - è stato scritto con una penna a sfera, che all'epoca non esisteva.
Le citazioni per quanto riguarda il Diario di Anna Frank sono prese da questo sito. È riccamente corredato di precisi riferimenti bibliogfrafici. In più, si basa semplicemente sull'opera "originale" (insomma, quella in vendita) e ne fa un'analisi critica seguendo la logica interna.
Una cosa che potrebbe fare qualunque lettore - senza dover finire in galera, si spera.
La ragione per cui la scelta è caduta su Il diario di Anna Frank per questa analisi sta nel fatto che esso ha un'importanza storica immensa; in effetti, contrariamente ad ogni altro scritto sull'Olocausto, esso é considerato un «documento» che proverebbe e condannerebbe i crimini commessi dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale.
Esso pretenderebbe di raccontare avvenimenti e riportare stati d'animo provati da Anna, una ragazzina ebrea di 13 anni (2), che subì in prima persona i disagi e le privazioni della persecuzione razziale. Ella, non sapendo che il suo lavoro sarebbe stato pubblicato postumo, riporterebbe fedelmente tutto ciò che ha visto, senza condizionamenti di alcun genere.
Ma Il diario di Anna Frank ha soprattutto una immensa importanza psicologica, perché fa si che ogni persona, condizionata dall'esistenza della «testimonianza» resaci da Anna Frank, accetti la verità dell'Olocausto come un dato di fatto, della cui autenticità sono tutti ciecamente convinti, e ciò perché essendo detto Diario stato scritto da un'adolescente, é al di fuori di ogni sospetto.
In questo modo a nessuno verrebbe in mente di negare l'Olocausto, perché dovrebbe negare l'autenticità del Diario(3).
Gli storici sterminazionisti(4) ritengono che Il diario di Anna Frank sia un testo che aiuta a rivivere i momenti più tragici della Storia dell'umanità, e che, soprattutto, serve a scongiurare che l'Olocausto possa riaccadere.

Questa è l'introduzione.
Segue l'analisi approfondita e le osservazioni sulla coerenza delle parole della presunta giovane Anna.

Sabato, 20 giugno 1942

In questa lettera, Anna ci confessa che «per alcuni giorni non ho scritto nulla, perché prima ho voluto riflettere un poco su questa idea del diario. Per una come me, scrivere un diario fa un curioso effetto. Non soltanto perché non ho mai scritto...».

Appare subito molto strano come una ragazzina di tredici anni, che non aveva mai scritto tredici righe tutte in una volta prima del 12 giugno 1942, riesca di punto in bianco a scrivere un diario, senza incontrare le normali difficoltà che incontra chiunque inizi a scrivere per la prima volta. Difficoltà che vanno ben oltre i cinque giorni di riflessione (dal 15.06.42 al 20.06.42) necessari ad Anna per riordinare le idee e decidersi sull'impronta da dare al diario, ma che riguardano soprattutto la forma con la quale esporre gli argomenti. Se infatti si confrontano le lettere del 14.06.42, 13.06.43 e del 13.06.44, nelle quali Anna parla del suo compleanno, queste pur essendo state scritte ad un anno di distanza l'una dall'altra, sembrano state scritte lo stesso giorno; manca cioè, in tutto il diario, quel progressivo miglioramento delle capacità espressive, che si verifica man mano si va avanti nella stesura di un testo.

Per chiarire le idee, é come se un neo-patentato sappia da subito guidare un'auto come un pilota di formula uno, e dopo cento ore di guida non abbia ne migliorato, ne peggiorato il suo stile di guida.

A dire il vero ci sono dei cambiamenti, ma sono però dei cambiamenti di stile, che sono molto strani in quanto una persona nello scrivere migliora il suo stile, ma non lo cambia. Inoltre essi sono dei cambiamenti bruschi e discontinui. In tutto il diario c'è insomma un'alternanza di due o tre diversi stili, quasi come se l'autore possedesse una doppia o tripla personalità. Infatti in alcune pagine del diario lo stile appare drammatico, in altre teatrale, mentre nella maggior parte dei casi (specialmente nella parte finale) prevale uno stile diaristico-confidenziale.

Per avere un'idea di quanto detto si possono confrontare, per esempio, le lettere di Venerdì 20 novembre 1942, Martedì 18 agosto 1943, Venerdì 20 agosto 1943 e di Venerdì 19 maggio 1944.

Bisogna inoltre considerare che in tutto il diario vi sono molte affermazioni difficilmente attribuibili ad una tredicenne del 1942. Infatti in questa lettera si legge che Anna ha «un corteo di adoratori che mi guardano negli occhi e, se non possono fare altrimenti, in classe cercano di afferrare la mia immagine servendosi di uno specchietto tascabile». Più avanti: «Penso che sarai un po' stupita a sentirmi parlare di adoratori, giovane come sono. Ahimè, é un guaio che da noi a scuola sembra inevitabile. Se un ragazzo mi chiede di accompagnarmi a casa in bicicletta e poi attacca discorso, posso essere certa che costui, nove volte su dieci, ha la brutta abitudine di prender fuoco, e non mi toglierà più gli occhi di dosso. [...] Questi sono ancora i più innocenti, perché c'è qualcuno che ti spedisce baci con la mano o che cerca di prenderti per un braccio, ma sbaglia indirizzo senz'altro». (...)

Un analogo comportamento lo ritroviamo più avanti, allorché Anna introduce la storia della sua famiglia. In questo caso a lasciare perplessi é sia il modo col quale viene fatta questa introduzione, sia la scelta stessa di effettuarla. Anna infatti scrive: «Perché la finzione del mio racconto a Kitty non sembri troppo spinta e grossolana, bisogna che prima racconti brevemente la storia della mia famiglia, sebbene a malincuore». Ancora una volta traspare la volontà di giustificare, agli occhi di chi sa chi, la scelta dell'amica immaginaria. Ma fatto ancor più strano é che Anna decida di raccontarci la storia della sua famiglia; questo infatti non sembra affatto un argomento da «diario», ma sembra piuttosto l'introduzione di un romanzo. Infatti in ogni romanzo che si rispetti c'è sempre inizialmente la descrizione dei vari personaggi che compongono la storia, per permettere al lettore di immedesimarsi in essi, e sentirsi partecipe della storia. Quello però che differenzia un diario da un romanzo é che il primo viene scritto per se stessi, mentre il secondo per i lettori. Questa descrizione sembra quindi aggiunta in un secondo momento da chi rileggendo (e riscrivendo) il diario si é accorto che i vari episodi in esso raccontati erano difficilmente comprensibili da chi non conosceva le abitudini dei vari protagonisti.
Tutte queste cose lasciano dei seri dubbi sulla paternità del diario, e sarebbero già sufficienti per metterla in discussione.

Giovedì, 1 ottobre 1942

Questa lettera ci dimostra che il pericolo che gli otto ebrei potessero essere scoperti da coloro che lavoravano nello stabile in cui essi si nascondevano, era tutt'altro che infondato. Infatti si legge che «Lewin, un piccolo chimico-farmacista ebreo, lavora presso il signor Kraler in cucina. Conosce bene tutto l'edificio e perciò abbiamo sempre paura che gli salti in testa di andare a dare un'occhiata all'antico laboratorio. Stiamo zitti come topolini».
La cosa che però ci stupisce é che Lewin, come stesso Anna ci dice, era ebreo, ma comunque lavorava e viveva liberamente senza preoccuparsi di essere arrestato dalla polizia tedesca; a differenza di Anna e gli altri sette, che come lui erano ebrei.
Questo fatto indebolisce ancora di più la storia del nascondiglio segreto, ma soprattutto pone dei seri dubbi sulla «persecuzione nazista degli ebrei».

Sabato, 11 luglio 1942


In questa lettera Anna dichiara che: <>. A riprova di quanto detto in precedenza, sedici righi dopo afferma: <>.
Dalla prima delle due affermazioni appare molto chiaramente l'esistenza dei vicini, cosa che stranamente scompare alcuni righi dopo, in cui si legge: <>(15). Nasce quindi l'esigenza di capire se i vicini sono una pura invenzione di Anna, oppure se "essa stessa" decide di coprirne la presenza, e se é così quale é la ragione che la spinge a fare questo.
Sempre in questa pagina si legge che <>. Quest'ultima affermazione lascia un po' perplessi, in quanto, se di notte i locali situati accanto all'alloggio segreto restano vuoti, mentre di giorno no, é assurdo impedire a Margot di tossire di notte e non di giorno(16). Il motivo é forse quello che di notte i vicini avrebbero potuto udire più facilmente i colpi di tosse di Margot; cosa questa che confermerebbe l'esistenza dei vicini.
Resta comunque assurdo il fatto che si permetteva a Margot di tossire di giorno, quando nel magazzino situato al secondo piano dell'edificio in cui si trovava l'alloggio segreto lavoravano due garzoni, i quali non erano a conoscenza della presenza degli otto clandestini, ma che avrebbero potuto udire i colpi di tosse di Margot. La conferma che tale pericolo era tutt'altro che trascurabile ci é suggerita dalla conclusione della lettera, che dice:
<Ora mi chiamano>>(17)
In conclusione, quest'ultima affermazione difficilmente é attribuibile alla penna di Anna, ma quel parlare a bassa voce e il camminare piano sembrano piuttosto aggiunti in un secondo momento, per rafforzare l'idea dell'isolamento(18).

Potete continuare il resto della lettura sul sito che vi ho indicato prima. È disponibile anche un indice di tutte le incoerenze.



NELL'ALLOGGIO SEGRETO SI ACCENDEVANO LE LUCI: vedi

lettere del:

20 ottobre 1942 pag. 15
28 novembre 1942 pag. 17
22 dicembre 1942 pag. 17
04 agosto 1943 pag. 20
03 marzo 1944 pag. 24
29 marzo 1944 pag. 26

SI PRODUCEVA DEL FUMO: vedi

lettera del:
11 novembre 1943 pag. 22

SI ACCENDEVA LA RADIO: vedi

lettere del:
11 luglio 1942 pag. 11
14 febbraio 1944 pag. 23
27 marzo 1944

SI TENEVA UN GATTO: vedi

lettere del:

14 agosto 1942 pag. 13
05 agosto 1943 pag. 21

SI EFFETTUAVA OGNI GENERE DI RUMORE (LAVORI DI FALEGNAMERIA, LITI, UTILIZZO DI ELETTRODOMESTICI, ECC... ): vedi

lettere del:

11 luglio 1942 pag. 11
21 settembre 1942 pag. 14
09 novembre 1942 pag. 16
10 dicembre 1942 pag. 17
13 luglio 1943 pag. 19
04 agosto 1943 pag .20
05 agosto 1943 pag. 21
29 ottobre 1943 pag. 22
23 febbraio 1944 pag. 23
27 febbraio 1944 pag. 24
28 febbraio 1944 pag. 24
06 marzo 1944 pag. 25
15 marzo 1944 pag. 26
08 luglio 1944 pag. 30


GLI OTTO EBREI USCIVANO CONTINUAMENTE DALL'ALLOGGIO SEGRETO: vedi

lettere del
29 settembre 1942 pag. 14
29 marzo 1944 pag. 26

LE FINESTRE ERANO A VOLTE CHIUSE, ALTRE VOLTE APERTE: VEDI

Lettere del:
04 agosto 1943 pag. 20
23 febbraio 1944 pag. 23


Considerazioni personali
Lo scopo di questo post non è assolutamente quello di convincervi a credere a tutto ciò. Io per primo nutro molti dubbi a riguardo.
Tuttavia non si possono non considerare certi aspetti. Come, per esempio, la proporzione matematica del tempo impiegato per uccidere col gas un certo numero di persone. O il fatto che le foto usate come prove non dimostrano che i soggetti siano ebrei, tedeschi o altri.
Io ho avuto l'occasione di visitare Auschwitz. Una visita turistica non può dimostrare niente, certo. Ma dopo aver acquisito certe informazioni, alcuni fatti mi tornano alla mente.
Dei capannoni in cui venivano stipati i detenuti, nessuno era "vero". Erano pochi, di legno, ed erano stati ricostruiti. Perché? Mi pare che ci vogliano più di 60 anni perché il legno si decomponga. Ma non andiamo oltre: sicuramente può esserci una risposta razionale. Sono solo capannoni.
La mia cameretta. No bugia, questo è uno dei capannoni (ricostruiti...).

Non esistono camere a gas. Solo forni crematori. La guida, ad Auschwitz, ci portò in uno di questi forni. Ci spiegò prima di tutto che i forni non erano nati con quello scopo, ma furono così utilizzati solo in seguito. E che quello in cui ci trovavamo era stato anche camera a gas (???).
Sì, proprio così. Quello con la maglia verde è il mitico autista del nostro pullman.
Scherzi a parte, ecco il "forno crematorio-camera a gas".


La domanda sorge spontanea. Ed è stata fatta. "Che fine hanno fatto le altre camere a gas?"
"Le hanno fatte saltare in aria", spiega la guida. "All'arrivo degli Alleati."
Ma guarda tu che coincidenza!

Svendite in un negozio di scarpe demodé? No, sono le "prove" dell'Olocausto. Scarpe (e altri oggetti accastati in altre vetrine, ma sempre a prezzi scontatissimi!) appartenute ai deportati, quindi sottratte e depositate. Secondo i revisionisti, non sono altro che uno specchietto per le allodole. Comuni oggetti appartenuti a chiunque, che non provano nulla ma colpiscono la sensibilità e alimentano la cosiddetta "propaganda filosemitica" (sic).

Di tutta questa storia, una cosa è chiara.
Qualcuno manipola gli eventi. Da un lato (le cronache ufficiali e i governi filogiudaici) o dall'altro (filonazisti, ambigui estremisti cattolici, scettici, storici puntigliosi). La verità non si potrà mai avere.
Per cui ci si interroga. Nel dubbio, si sentono tutte le campane.
Mi stupisco che il senso di tutto ciò sia sfuggito ai più. Non si tratta di far emergere l'autenticità di fatti storici, ma si tratta di libertà di parola.
A mio avviso, per quanto sconcertante e scandaloso possa essere il fatto enunciato dal pazzoide di turno, tutti sono liberi di esprimere ciò che vogliono.
Valga il noto aforisma di Voltaire:
Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo

Nota
Il sarcasmo in questo articolo non intende mettere in ridicolo alcuna verità, religione o etnia. Serve ad allentare la tensione riguardo a un argomento serissimo. Come ho già evidenziato, non mi pongo in nessuna posizione: le citazioni contenute nell'articolo sono materiale necessario per il lettore affinché possa comprendere il concetto di fondo dell'articolo, che non riguarda la politica, l'economia, gli inganni o le verità storiche; l'idea base dell'articolo è la libertà di parola, e a favore di quest'ultima mi schiero con decisione.
Chi ha occhi per intendere intenda.

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